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Testo fondativo

Il Manifesto del Non Futuro

Siamo cresciuti ascoltando politici prometterci un futuro migliore.

Il futuro è arrivato. Abbiamo controllato. Non era quello promesso.

Questo manifesto non è un programma. È la fotografia di come funziona tutto il resto.

LA PROMESSA È IL PRODOTTO

Nella politica moderna il prodotto non viene mai realizzato: viene annunciato. L'annuncio è la consegna. Il comunicato stampa sostituisce l'atto istituzionale, e il giorno dopo ne serve un altro, perché il primo ha già fatto il suo dovere: essere esistito per ventiquattro ore.

IL BONUS COME UNITÀ DI MISURA DELL'AMORE PUBBLICO

Ogni problema sociale, prima o poi, diventa un bonus con un nome simpatico. Non perché risolva qualcosa: perché suona bene in titolata. Il bonus non premia chi ha bisogno, premia chi ha ricevuto la mail giusta al momento giusto. È assistenza selettiva travestita da generosità.

LO SLOGAN HA SOSTITUITO IL PROGRAMMA

Trenta secondi di spot valgono più di cento pagine di programma, e tutti lo sanno, soprattutto chi scrive le cento pagine. Noi abbiamo solo slogan più onesti degli altri: il nostro dice esplicitamente che è uno slogan.

LA DISTANZA

C'è una distanza enorme tra chi decide e chi subisce le decisioni. Si misura in parcheggi, in rimborsi, in pranzi istituzionali e in frasi come «veniamo dai cittadini». Chi viene dai cittadini sa quanto costa un biglietto dell'autobus. Chi no, lo scopre nei comizi.

LA POLARIZZAZIONE COME MODELLO DI BUSINESS

Dividere è redditizio: l'odio genera interazioni, le interazioni generano ascolto, l'ascolto genera inviti in televisione. Nessuno ha interesse a risolvere un problema che tiene gli spettatori incollati. Il conflitto permanente non è un malfunzionamento del sistema: è il sistema.

ANNUNCI SENZA COPERTURE

In Italia esiste una forma d'arte unica al mondo: l'annuncio di spesa senza copertura finanziaria. Miliardi che appaiono al momento dell'annuncio e svaniscono al momento della verifica, come i sogni. Noi lo ammettiamo apertamente nelle nostre promesse. Gli altri dovrebbero provarci: fa un benessere incredibile.

LA NOSTALGIA POLITICA

Si continua a promettere il passato, perché è l'unica cosa che si sa già raccontare bene. Ogni campagna elettorale è un viaggio verso un'epoca dorata che non è mai esistita, prenotabile con un semplice voto. Noi non vendiamo viaggi nel passato: vendiamo biglietti per non partire. Più economici, stessa attesa.

TORNIAMO AI PROBLEMI CONCRETI

Vorremmo una politica che parli di cose verificabili: ospedali che funzionano, treni che arrivano, tasse che tornano sottoforma di servizi. Misurabili, controllabili, impopolari quando non funzionano. Noi non lo faremo — siamo satira, sarebbe fuori ruolo. Ma qualcuno dovrebbe farlo, e presto.

Se siete arrivati fin qui, avete letto un intero manifesto politico.

Siete ufficialmente nella minoranza più piccola e più preziosa d'Italia: quella che legge.

Il futuro è sopravvalutato. La vostra attenzione, no.